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"La Luna" di Théodore de Banville

Riporto oggi una bellissima poesia di Théodore de Banville che ho tradotto recentemente. Parla dell'astro più romantico di sempre, che tanto ha fatto cantare i nostri amati poeti: la luna. Descritta come un'amante frivola che gioca spesso su due fronti opposti, essa diventa per il poeta una passione ardente.

Avec ses caprices, la Lune
Est comme une frivole amante;
Elle sourit et se lamente,
et vous fuit et vous importune.

La nuit, suivez-la sur la dune,
Elle vous raille et vous tourmente;
Avec ses caprices, la Lune
Est comme une frivole amante.

Et souvent elle se met une
Nuée en manière de mante ;
Elle est absurde, elle est charmante ;
Il faut adorer sans rancune,
Avec ses caprices, la Lune.
Con i suoi capricci, la Luna
è come un'amante frivola,
lei sorride e si lamenta,
e vi sfugge e vi importuna.

La notte, seguitela sulla duna,
essa vi prende in giro e vi tormenta;
con i suoi capricci, la Luna
è come un'amante frivola.

E spesso si mette una
nube a mo' di mantello;
lei è assurda, è affascinante,
bisogna amare senza rancori,
con i suoi capricci, la Luna.